
Contributo di DI.RI.M.A.-MQ per la
Assemblea Annuale 2006 della Confesercenti
CAPITANI (D'IMPRESA) CORAGGIOSI
Per un rilancio dell'Italia usando la pacifica arma della Qualità
L’incontro annuale dei rappresentanti nazionali e locali degli esercenti italiani si tiene nel prestigioso Auditorium romano progettato dall’Arch. Renzo Piano, dove davanti ad un pubblico di centinaia di rappresentanti della Confederazione di categoria relazionano il Presidente Nazionale della Confesercenti Dott. Marco Venturi, il Ministro dello Sviluppo Economico Dott. Pier Luigi Bersani ed il Presidente del Consiglio Dott. Romano Prodi, dopo il benvenuto del Vice Sindaco del Comune di Roma Dott.ssa Maria Pia Garavaglia e del Presidente della Repubblica Dott. Giorgio Napolitano.
La relazione del Presidente Nazionale della Confesercenti è una lucida e dettagliata analisi, con proposte e prospettive, della situazione politica ed economica dell’Italia, da pochi mesi entrata in un nuovo periodo politico, ma non per questo lontana dal risolvere i tanti e vecchi problemi che si trascina dietro, da ormai troppo tempo… percorsa da gravi conflitti a tutti i livelli, a partire dalle alte cariche dello Stato.
Ma il nostro Paese deve risollevarsi e recuperare “i valori comuni costruiti in un lontano passato che, pur nell’asprezza del confronto e nelle profonde diversità dei programmi, hanno consentito all’Italia di rappresentare un modello apprezzato ed invidiato in tutto il mondo” (rif.: Relazione Presidente Venturi, pag. 3 – cv. 3).
Solo l’unità del Paese può far sì che ciò avvenga: unità, stabilità di governo, giusto ruolo istituzionale delle Regioni e degli Enti Locali. “L’Italia ha bisogno di aria nuova, di solidità economica, istituzionale e di credibilità internazionale” (rif.: pag. 4 – cv.8).
Per rilanciare l’immagine italiana nel mondo e aumentare la competitività delle sue aziende occorre “un progetto organico in grado di coinvolgere tutti gli attori sociali… e una fase di concertazione tra Governo, Regioni, Enti Locali e Parti Sociali” (rif.: pag. 5 – cvv. 4 e 6). Segnale importante è il confronto politico di cui l’Assemblea Annuale 2006 è esempio, insieme ad altri confronti futuri che specificheranno nel dettaglio le questioni da affrontare e risolvere.
La Confesercenti chiede al Governo “proposte coraggiose”... anche a favore delle PMI che “possono fare molto per favorire la ripresa e per produrre posti di lavoro” (rif.: pag. 7 – cv. 2) a patto di aiuti fiscali e di agevolazioni che permettano loro di sopravvivere nella competizione con i “grandi”, perché “le PMI sono il cuore del sistema produttivo italiano e noi vogliamo farle crescere” (rif.: pag. 7 – cv. 5).
Ma hanno mostrato i propri limiti… attaccate dalla concorrenza sleale e illegale di prodotti di importazione: “la nostra risposta non può certamente essere quella di chiudere le frontiere, ma la contraffazione, la pirateria e l’importazione illegale vanno combattute con ogni mezzo” (rif.: pag. 8 – cv. 6). Bisogna “rilanciare l’economia” (rif.: pag. 9 – cv. 7); “la priorità dell’Italia non è solo quella di premiare ed incoraggiare alcune attività eccellenti, ma soprattutto di intervenire sull’intero sistema, con diffuse iniezioni di innovazione e di competitività” (rif.: pag. 9 – cv.9). “Le PMI...sono in grado di produrre nuovi occupati e possono coniugare benissimo l’esigenza di innovazione e di qualità con la loro dimensione” (rif.: pag. 10 – cv.6). Soprattutto va rilevato come “il commercio ed il turismo, attraverso la 488, hanno assicurato oltre 100.000 nuovi occupati, di cui ben due terzi nel Mezzogiorno” (rif.: pag. 11 – cv. 6).
Tanti i problemi e le emergenze che il nuovo Governo deve affrontare: sprechi nella sanità, nella spesa pubblica, risanamento dei conti pubblici, rilancio dell’economia, criminalità, disoccupazione giovanile e femminile soprattutto, carenze infrastrutturali, gestione dei rifiuti, approvvigionamento di energia.
E la “questione energia” non si può non affrontarla che col discorso più giusto e più razionale, quello cioè dell’uso delle energie alternative e da fonti rinnovabili... perchè l’Italia, lo sappiamo, pur avrebbe le risorse naturali (basti pensare al “solare”, paradosso per lo Stato conosciuto in tutto il mondo come o’ Paese d’o sole) per poter introdurre sistemi di approvvigionamento energetico ed essere più indipendente dal petrolio e dal gas (costosi anche a livello ambientale); ma, finora, è mancata la volontà… politica di agire in tal direzione!
La Natura ha dotato l’Italia in maniera straordinaria: se il sole, il vento, il mare possono costituire un rimedio alla fame (e ai conseguenti costi di ogni genere!) d’energia importata ed inquinante, lo stesso sole, lo stesso mare, lo stesso paesaggio naturale insieme all’arte, la cultura, il mangiar bene sono un’attrattiva invidiabile ed invidiata in tutto il mondo e richiamano ogni anno milioni di turisti. “Dobbiamo puntare sul turismo, che rappresenta la vocazione naturale del nostro Paese, che offre una lunga stagione per il mare, insieme ad arte, cultura, un’apprezzata tradizione enogastronomica ed una collocazione strategica nel Mediterraneo” (rif.: pag. 17 – cv. 3)… “… una vera piattaforma logistica per grandi economie emergenti come Cina e India” (rif.: pag. 17 – cv. 4).
Già: la posizione geografica dell’Italia nel Mediterraneo: strategica, nodale, intersecante diverse realtà culturali, intersecante diversi mercati economici e finanziari. Un’opportunità da non perdere.
Per cogliere questa opportunità il Presidente Venturi continua sottolineando che “i veti, le chiusure delle frontiere, i dazi sono pie illusioni che si infrangono contro la realtà dei dati relativi ai sequestri di merce contraffatta ed importata illegalmente” (rif.: pag. 18 – cv. 4), che bisogna, invece, “aumentare consistentemente la nostra competitività puntando sull’innovazione e sulla qualità della produzione e dei servizi” (rif.: pag. 18 – cv. 6).
Se è vero, (come è vero!), che
La garanzia dell’efficacia/efficienza dei sistemi di certificazione per le organizzazioni e la tutela di prodotti e territori garantita dai sistemi di marcatura sono un valido e potente strumento per raggiungere questo scopo, grazie alla loro capacità di rassicurare il consumatore/utente della qualità di ciò che acquistano/usano e al loro potere di conferire riconoscibilità, visibilità e tutela a un qualcosa di unico e irripetibile, sia esso prodotto della natura o della maestrìa dell’uomo, o territorio dalle straordinarie caratteristiche e combinazioni naturali e antropiche.
Di qui l’esigenza sentita da tutti ed espressa così dal Dott. Venturi: “è necessario investire nel turismo, nella qualità urbana, in arte e cultura, nell’ambiente, nell’enogastronomia ed in tutti quegli altri fattori che possediamo in misura molto più elevata degli altri Paesi” (rif.: pag. 21 – cv. 5).
Purtroppo, la mancanza di un impegno serio nella politica turistica sta facendoci arretrare nella classifica delle mete turistiche preferite e fatto perdere il posto di primo Paese per arrivi e presenze turistiche.
Occorre invertire la rotta! Agire: “innanzitutto le imprese devono fare la loro parte, devono migliorare ed aumentare i servizi, innovare e cercare di intercettare la domanda turistica, con presenza nella rete telematica, con offerte di qualità anche da parte di piccole strutture” (rif. pag. 22 – cv. 3). Con la collaborazione di tutti: “ogni nostro sforzo sarebbe comunque vano se lo Stato, le Regioni, gli Enti locali non scegliessero il turismo come una delle priorità e se su di esso non investissero importanti risorse, per promuovere l’Italia nel mondo e per favorire la qualità e l’innovazione” (rif.: pag. 22 – cv. 4).
Un primo punto fermo positivo è la creazione dell’Agenzia Nazionale per il Turismo e del Comitato Nazionale per il Turismo.
Bisogna “sviluppare un turismo che offra servizi di qualità ed un vero e proprio fiancheggiamento della vacanza, per dare tutte le risposte ed i servizi necessari ai turisti. Le nostre imprese, a partire dagli hotel, campeggi, ristoranti, devono attrezzarsi, avere un proprio sito ed articolare la propria offerta in modo da cogliere meglio quel turismo ‘fai da te’ che si sta allargando a macchia d’olio. Non si tratta di vacanze povere, ma di un turismo selettivo e di qualità che vuole vedere e scegliere l’hotel, il ristorante, il contesto, le iniziative ludiche e culturali, prima di prenotare” (rif.: pagg. 22–23, cvv.7–1–2).
Per offrire un turismo di qualità, garantito e certificato, le organizzazioni pubbliche e private hanno tutti gli strumenti, come detto.
Quindi, se è nostra ferma intenzione “tornare a crescere”, promuoviamo la cultura della Qualità nelle piccole, medie e grandi imprese, nelle piccole, medie e grandi organizzazioni pubbliche e private, rispondendo così alla diffusa richiesta di affidabilità e qualità dei turisti come dei consumatori e degli utenti, italiani e stranieri.
Condivideva queste riflessioni e questi propositi il Ministro Bersani quando spiegava, in risposta alla relazione del Dott. Venturi, che è necessario “migliorare le condizioni del consumatore e l’offerta turistica”.
Lo ribadiva subito dopo il Presidente del Consiglio Prodi dicendo che “ora nel turismo siamo il 5° Paese” e pertanto occorre “una strategia nazionale sul turismo” senza individualità locali incomunicanti tra loro – come purtroppo accade! – e senza compartimenti–stagni tra le varie politiche del turismo, dove per turismo s’intende anche trasporti, infrastrutture, etc.; occorre un coordinamento nazionale ed una politica comune, e a tal proposito ipotizzava “uno standard unico degli alberghi italiani, a tutela del turista”. Ipotizzava, inoltre, una unione e una visione dei centri cittadini messi in rete per aumentarne la visibilità e la conoscenza allontanando così il triste pensiero di un decadimento dei piccoli centri storici con i loro piccoli negozi, eppure grandi nel loro ruolo di depositari di cultura e testimonianza di cose passate che resistono al trascorrere del tempo con la forza e il fascino, ancora seducente, della loro storia.
La visione delle “Associazioni delle Città del…”, – come le tante già esistenti dell’Olio, del Pesce di Mare, dei Borghi più belli d’Italia, del Pane, del Tartufo, del Vino, dei Sapori – Comuni Tipici D’Italia, del Vulcano, della Ceramica, delle Città sane (per tutte vedi tabella del Contributo esterno per i Seminari Formativi della Confesercenti Napoli), città con una caratteristica peculiare messesi in rete per promuoversi e valorizzare il territorio e la loro cultura attraverso un quid che li identifica e li accomuna alla stesso tempo –, è la più realistica e la più valida per far fronte alle problematiche, economiche e non solo, delle piccole realtà, piccole eppur, a loro modo, grandi.
Innovare la tradizione, custodirla intatta e promuoverla però con mezzi e tecniche moderne: questa è una strada possibile e di concreta realizzazione.
È quest’ultima una delle strade indicate insieme alle altre sopra esposte che dobbiamo percorrere al più presto e speditamente per “tornare a crescere” (già titolo della relazione iniziale dell’Assessore Campano Dott. Andrea Cozzolino agli Stati Generali delle Attività Produttive e dell’Agricoltura – Napoli, 15.03.2006).

Sarah Lanzilli e Vincenzo Delehaye

Maria Antonietta Napolitano e Vincenzo Delehaye

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